Sogni d'inchios... 的个人资料§ SOGNI D'INCHIOSTRO §日志列表留言簿更多 工具 帮助

日志


11月25日

Lezione 8: LA GIOSTRA DEI DIALOGHI








LEZIONE N°8 

 

LA GIOSTRA DEI DIALOGHI

 

 

 





 

Eccoci oggi ad analizzare un altro punto fondamentale da tenere sotto controllo durante la stesura del vostro libro: i dialoghi.
Per dialogo qui intendiamo anche i "monologhi interiori" dei personaggi, ossia quando viene riportato il pensiero diretto del personaggio.
Il dialogo è fondamentale affiché i personaggi possano interagire tra loro "in tempo reale". Riportando in maniera diretta il dialogo tra due o più personaggi, infatti, date la possibilità di "ascoltare" i personaggi, proiettando il lettore in una prospettiva più interna alla storia e quindi più vicina alle vicende.
Utilizzare il dialogo diretto ci permette di lasciar esprimere il personaggio "con parole sue" ed evita lunghi passaggi di "lui disse che e lei rispose che e poi lui ribetté ancora, ma lei insisteva nel dire" che fanno venire le treccioline agli occhi.
Cosa è però necessario sapere e applicare per evitare di combinare un pasticcio con i dialoghi?
Eccovi le ormai solite 3 regoline:


1) Personalizzate il linguaggio del personaggio: con questo non si intende che dobbiate scervellarvi per creare un gergo particolare per ogni personaggio o mettervi ore e ore ad inventarvi una lingua completa come ha fatto Tolkien per le popolazioni della terra di mezzo (se l'idea vi alletta, fatelo pure :D ). Osservate la vita reale, ognuno di noi ha qualcosa che lo contraddistingue anche nel linguaggio (io ad esempio uso tantissimo le parole che finiscono con "mente" come praticamente, tecnicamente, indubbiamente etc etc), molti hanno una sorta di frase tipica ("scene di panico" by Principe Azzuro), ma seppure non vi fossero particolarità particolari (perdonate il gioco scioglilingua) ogni persona ha un modo di approcciarsi al linguaggio in maniera del tutto intima e personale. Una persona anziana, che ha frequentato fino alla 3° elementare, non parla in maniera forbita e sciolta come può parlare un trentenne plurilaureato che lavora per la NASA. Un bambino userà termini tipicamente infantili che una persona adulta difficilmente adotterebbe in un dialogo con un altro adulto. Cerchiamo di ricordarcene perché questa prima regola è quella che viene infranta più spesso.

2)Evitare le "panzane" orali (ossia abbiate coerenza): questa regola in effetti nojn è che un'altra facciata della prima regola, ma ho preferito separare i concetti così vi sarà più facile individuare eventuali errori nei vostri scritti.
Ve lo immaginate un personaggio rude supermuscoloso armato fino ai denti che, nel bel mezzo della scena madre, si ferma a sussurrare alla sua amata "tesorino sei l'amore della vita mia stai tranquilla li faccio fuori io tutti questi cattivoni"? Fate quindi in modo che i vostri personaggi parlino e PENSINO nella natura del loro carattere, quindi il nostro supermuscoloso al massimo potrebbe dire con tono deciso e trionfale "stai tranquilla Gaia, con me in giro questa feccia è già carne macellata!" senza abbandonarsi ad inutili vezzeggiativi. 


3)Evitare i "discorsi da campagna elettorale":
con questa ultima semplice regola non vi viene proibito di riportare un discorso elettorale se il vostro personaggio concorre alla carica di sindaco del paesino di X. Siete invece invitati ad evitare di far straparlare ininterrottamente un personaggio per 3/4 di una pagina in formato A4 (che poi diventano quasi 3 pagine in formato A5 ossia il formato medio di un libro stampato). In questi casi infatti è bene utilizzare il discorso indiretto, in modo da poter rendere la lettura più scorrevole. Oppure un ottimo espediente, se proprio volete riportare le parole del personaggio, consiste nel "frammentare" il discorso con delle osservazioni sui cambiamenti di tono, delle espressioni di chi parla e di chi ascolta.


ESEMPIO

Andrea guardò dritto negli occhi il teppista e disse -Sei proprio una carogna. Ma come ti permetti di prendertela con una persona indifesa in questo modo? Trovi forse che sia giusto o edificante? Cosa ti ha insegnato tua madre? Scommetto che quella poverina si dannerà ogni giorno ad avere un figlio ingrato e violento come te. Dovresti avere più rispetto degli altri tu! Così forse gli altri avranno più rispetto di te.- Michele lo fissò con aria di sufficienza -Ma vai a quel paese, per favore!- e si allontanò con fare umiliato.

Eccovi un brano con un dialogo che infrange tutte e 3 le regole, come potete vedere Andrea comincia a sparare a mille (vabbeh qui sono poche righe, ma questo è solo un esempio e preferisco usare lo spazio per scrivere cose migliori), in secondo luogo i due personaggi parlano esattamente allo stesso modo (ma quando mai un teppista direbbe "vai a quel paese" e soprattutto "per favore"?) quindi il dialogo c'è ma è pessimo.
Vediamo come migliorarlo

Andrea guardò dritto negli occhi il teppista e disse -Sei proprio una carogna. Come ti permetti di prendertela con una persona indifesa in questo modo?- il suo sguardo fisso sembrava non aver minimamente turbato Michele -Trovi forse sia giusto o edificante? Cosa ti ha insegnato tua madre?- proseguì Andrea, con un tono che andava facendosi più esagitato man mano che parlava -Scommetto che quella poverina si dannerà ogni giorno ad avere un figlio ingrato e violento come te.- Michele non ebbe alcuna reazione  e Andrea, che si sentiva salire il sangue alla testa per la rabbia decise di colpire su un punto che di certo avrebbe raggiunto l'obiettivo di scuotere Michele fuori dal suo atteggiamento di ribelle violento -Dovresti avere più rispetto degli altri tu! Così forse gli altri avranno più rispetto di te.- Michele a quel punto ebbe un fremito di irritazione, poi lo fissò con aria di sufficienza e sbottò -Fottiti.- allontanandosi poi con fare umiliato.

Eccovi lo stesso brano con un dialogo ben fatto. Come potete leggere c'è una netta differenza tra il linguaggio articolato e fluido di Andrea e quello incisivo, rude e diretto di Michele, a rappresentare anche la sua natura rabbiosa ti teppista. Inoltre, applicando l'espediente della frammentazione del monologo di Andrea, abbiamo avuto l'opportunità di dare informazioni narrative che altrimenti non avremmo potuto fornire in questa occasione.




 

ESERCIZIO

 

Rileggete uno dei vostri scritti, cercate di valutare quanto siano seguite o non seguite le regole relative al dialogo e apportate le modifiche del caso, infine comparate lo scritto originario e quello corretto.

BUON LAVORO!




10月15日

Lezione 7: QUESTO CARO AMICO-NEMICO: L'AGGETTIVO

Piccola premessa di scuse: HO TRASCURATO LA DIRECTORY IN MODO DAVVERO PENOSO, CHIEDO VENIA!





LEZIONE N°7 

QUESTO CARO AMICO-NEMICO:

L'AGGETTIVO

 

 

 





 

Molto spesso, presi dalla realizzazione della storia, facciamo così caso al suo procedere che non facciamo caso a "come" procede.
L'errore più facile nel quale rischiamo di cadere e spesso, durante la prima stesura cadiamo, è un uso errato degli aggettivi.

L'aggettivo è il migliore strumento che il linguaggio ci abbia dato al fine della comunicazione. Ma come ogni strumento raffinato va usato con la dovuta cautela, e quando si scrive questa cautela deve essere particolarmente seguita. E' molto molto facile che un solo aggettivo mal inserito nel testo rovini l'intero brano.

Come fare dunque?
Basta seguire poche semplici regole.

1) Evitare gli aggettivi scontati e le ripetizioni: è inutile inserire aggettivi triti e ritriti che non offrono alcun aiuto alla narrazione. L'aggettivo ha come scopo "completare" la narrazione, dando importanti informazioni in maniera rapida e diretta. Questo ovviamente non significa tagliare fuori tutti gli aggettivi di uso comune, ma saper effettuare una scelta oculata. E in questa scelta oculata si deve anche evitare di ripetere ogni tre righe lo stesso aggettivo o suoi sinonimi.

2)Evitare le "piogge" di aggettivi: è deleterio ai fini del piacere di leggere impegnarsi a scrivere cinque righe piene di aggettivi riferiti tutti alla stessa parola o a poche parole. Preferiamo uno stile più sobrio, cerchiamo l'aggettivo che riassuma quanto più possibile le caratteristiche che vogliamo evidenziare, "dilazioniamo" la profusione degli aggettivi lungo tutto un capitolo imponendoci un certo limite alla sfrenatezza.

3)Evitare gli aggettivi "pomposi" e obsoleti:
questa semplice regolina si applica un po' a tutto lo stile narrativo affinché non diventi troppo "pesante" da leggere. L'aggettivo deve "spiegare" meglio una determinata situazione, deve quindi essere comprensibile alla maggioranza dei lettori. Passino dunque aggettivi specifici, e anche qualche termine arzigogolato, ma la media deve essere di 2 aggettivi di uso comune su 3 almeno.
E' inutile gettare a manciate nella nostra storia termini troppo ricercati, finiremmo col non far capire più niente al lettore che automaticamente si stuferebbe e lascerebbe perdere il nostro libro.

ESEMPIO

La luna era piena e pallida, il mare era calmo. La fanciulla, bianca e pallida come la stessa luna, passrggiava sul bagnasciuga con aria pensosa e si domandava pensosamente quanto tempo le toccava attendere in attesa del suo amato. Riusciva a ricostruire con la mente i suoi occhi azzurri, lucenti come diamanti, e grandi e dolci mentre la guardavano teneri e dolci.

Eccovi un brano con aggettivi usati male: sono termini banali, ce ne è una profusione esagerata e taluni si ripetono dando al brano un ritmo monotono (scusatemi ma non sono riuscita a metterci niente di pomposo all'interno, proprio non mi ci è venuto!)


La fanciulla camminava sul bagnasciuga, contemplava il mare che si stendeva calmo all'orizzonte. La sua pelle diafana sembrava riflettere il pallore della luna piena.
Pensosa, si domandava quanto tempo le toccava attendere in attesa del suo amato.
Riusciva a ricostruire con la mente la lucentezza adamantina dei suoi grandi occhi azzurri mentre la guardavano teneri e dolci.

Eccovi lo stesso brano con aggettivi usati bene: abbiamo evitato quella pioggia inutile e piena di ripetizioni sostituendo alcuni aggettivi con dei sostantivi (pallida=pallore) e abbiamo anche usato un aggettivo pomposo (adamantina) in un modo sufficientemente corretto da non intaccare la scorrevolezza della narrazione.




 

ESERCIZIO

 

Rileggete uno dei vostri scritti, cercate di valutare quanto siano seguite o non seguite le regole relative all'uso degli aggettivi e apportate le modifiche del caso, infine comparate lo scritto originario e quello corretto.

BUON LAVORO!



4月29日

Lezione 6: FASI DELLA NARRAZIONE







LEZIONE N°6 

LE FASI DELLA NARRAZIONE

 

 

 





 

Raccontare è un'arte complessa, raccontare infatti non è semplicemente riportare freddamente i fatti (anche se in taluni casi può rivelarsi una forma narrativa vincente). lo scrittore si differenzia dal giornalista per la capacità di portare il lettore nella mente e nel mondo dei personaggi.
Raccontare significa costruire da zero una situazione rendendola "tridimensionale" alla vista del lettore.Per assolvere a questo compito esistono le FASI DELLA NARRAZIONE che nello specifico sono tre:



1)FASE NARRATIVA: è il fulcro, la fase centrale, il "cuore" della storia, e si costituisce di tutti quei passaggi in cui avviene qualcosa e gli eventi della storia procedono (questa fase narrativa è assente nelle rappresentazioni in cui il compito di "raccontare" è affidato direttamente ai dialoghi dei personaggi)

2)FASE DI DIALOGO: associata alla fase narrativa va a completarne l'opera di narrazione alleggerendone la lettura e dando voce diretta o indiretta ai personaggi. Da sola può sostenere l'avanzamento degli eventi ma fasi di dialogo eccessivamente lunghe e che coinvolgano molti personaggi possono rivelarsi difficili da seguire. (Questa fase è solitamente assente nelle composizioni poetiche, anche se la si ritrova in lunghi poemi come L'odissea e L'iliade e simili; si rivela invece la fase portante nelle rappresentazioni.)

3)FASE DESCRITTIVA:
va a completare e spesso si compenetra alle due fasi precedenti al fine di aiutare il lettore a costruirsi un'immagine vivida dello scenario e dell'aspetto dei personaggi e di peculiarità che li contraddistinguono, così da permettere al lettore stesso di muoveersi più agevolmente all'interno della narrazione. (Questa fase si limita a brevi didascalie nella rappresentazione, mentre ha largo spazio sia in campo narrativo che poetico)




 

ESERCIZIO

 

1)       Scegliete un capitolo o un racconto da voi scritto ed evidenziate con tre colori diversi le tre differenti fasi, osservate come si intersecano e si coadiuvano arricchendosi vicendevolmente.







2月3日

Lezione 5 I PERSONAGGI







LEZIONE N°5

I PERSONAGGI

 

 

 





 

In nessuna lezione troverete il modo migliore di costruire un buon personaggio, per il semplice fatto che i personaggi, come la storia, sono miracoli soggettivi che soltanto l’autore può creare. I personaggi vi nascono da dentro, non sono bambole per i quali esista una catena di montaggio o un manuale di istruzioni.

Immaginate il vostro libro come una galassia.

Al centro della galassia c’è il cuore, che nel nostro caso è LA STORIA.

Da questo cuore di luce si diramano migliaia di altre luci, che sono i personaggi.

I più vicini al cuore della galassia sono i personaggi principali, quelli che ci accompagnano lungo tutta la storia, e via via che ci allontaniamo dal centro della galassia incontriamo personaggi di minore rilievo (ma non per questo di minore importanza).

I personaggi si classificano in PRIMARI: ossia quella cerchia di rilievo nella quale sono inclusi:

1)PROTAGONISTA: è la cosiddetta “star” della storia, il soggetto più strettamente coinvolto nelle vicende narrate. Generalmente è presente per tutta la narrazione, salvo eventuali digressioni narrative riguardanti altri personaggi. In alcune storie comunque possiamo incontrare più di un protagonista, specie in quelle trame che si snodano con un intreccio apparentemente frammentato, dove poi ogni tassello trova il suo posto come in un gigantesco mosaico. Vi raccomando di non confondere il protagonista con la voce narrante, perché si tratta di due figure diverse, ad esempio nei libri di Sherlock Holmes, la voce narrante è quella di Watson, ma come ben sappiamo il protagonista è Sherlock.

Ricordatevi che un protagonista credibile non è tutta luce e onore, ognuno ha i propri punti deboli e un tocco difettato renderà semplicemente più credibile e più vero il vostro protagonista.

2) ANTAGONISTA: non sempre troviamo un antagonista, o meglio, non sempre l’antagonista è definibile in una persona (in molti romanzi realistici l’antagonista è rappresentato da tutte quelle situazioni difficoltose che il protagonista incontra). Quando parliamo di antagonista, non pensate subito alla strega cattiva di Biancaneve, l’antagonista è, assieme al protagonista, il personaggio di maggior spicco in una storia, deve quindi essere curato nella sua costruzione fisica e psicologica con la stessa attenzione della sua controparte. Quindi, a meno che non stiate scrivendo una fiaba per bambini, non tracciate un antagonista totalmente cattivo, che agisce nel male semplicemente perché è questo il suo ruolo. Dategli profondità psicologica, dategli delle motivazioni per agire in quel modo, e conferitegli qualche tratto positivo, perché nessuna creatura è totalmente crudele, quindi anche il vostro antagonista deve rispecchiare questa regola della realtà.

3)ADIUVANTI: vengono definiti adiuvanti tutti quei personaggi che divengono un sostegno per il protagonista o per l’antagonista. Non è detto che li si trovi in tutte le narrazioni, ma nel 90% delle storie, se fate bene attenzione, li troviamo (un’amica che propone un lavoro alla protagonista che è stata lasciata dal marito, il cavaliere che accompagna il principe e arriva a sacrificarsi per permettergli di salvare il suo regno etc).

Il secono gruppo di personaggi è quello dei COMPRIMARI: ruotano intorno alla cerchia dei personaggi primari, ma pur non facendone parte hanno un notevole impatto sull’evoluzione della storia, quindi eliminarli equivarrebbe a creare delle profonde lacune nella narrazione.

Il terzo gruppo comprende i personaggi SECONDARI: la cui presenza si dimostra rilevante solo in determinati  momenti della narrazione.

Poi abbiamo i personaggi TERZIARI: sono tutti quei personaggi che appaiono per brevi periodi ma ripetutamente.

Infine abbiamo i personaggi COMPARSE: sono inclusi in questo gruppo tutti quei personaggi che incontriamo una sola volta nella storia e per un arco circoscritto (paragrafi o capitoli).



 

COERENZA DEL PERSONAGGIO

 

Spesso può rivelarsi difficile ricordarsi tutti i dettagli di un personaggio, eppure, se volete che il vostro personaggio risulti credibile, dovete attenervi strettamente alla coerenza fisica e psicologica che avete scelto di conferirgli.

Per fare in modo da tenere sotto controllo ogni personaggio, in modo da non cambiargli i connotati ad ogni capitolo dovete realizzare una CARTELLA IDENTIFICATIVA nella quale enunciate tutte le sue caratteristiche fondamentali.

Poi, per creare concordanza tra i vari personaggi, è opportuno avere anche una TABELLA PER IL RAPPORTO DELLE ETA’ così da avere sempre a portata di mano le differenze di età dei vari personaggi, in questo modo eviterete che il figlio del cugino del sovrano abbia 17 anni nel primo capitolo e ne abbia 15 al capitolo successivo.

Infine createvi un bel documento NOTE nel quale includere tutte le annotazioni relative a quel che volete a grandi linee scrivere in modo che quando arrivi il momento di scriverle possiate accedervi senza difficoltà, e soprattutto con la certezza di non averle dimenticate.

Il documento note è utilissimo anche per avere un quadro generale di quel che accade, così da poter facilmente appianare eventuali discrepanze narrative.







LETTURE CONSIGLIATE:

“OCEANO MARE” di Alessandro Baricco

Analizzate come ogni personaggio, apparentemente dissociato da tutti gli altri, trovi poi, nel progredire della storia, un suo ruolo che si interseca perfettamente con quello di ciascun personaggio.

 

“LA REGINA DEGLI ELFI” di Terry Brooks

Ecco un testo in cui protagonista, antagonista e adiuvanti sono ben individuabili.







note







Eccovi una tabella NOTE, è pratica, di facile consultazione, semplice da compilare e vi permette di ordinare gli eventi in ordine cronologico o per personaggio a seconda delle vostre esigenze.

 

NOTE

ANNO 1

 

ANNO 2

 

ANNO 4

 

PROTAGONISTA

 

ANTAGONISTA

 







Rapporto età







Eccovi una tabella di rapporto età, vi ho riportato una tabella stilata per “l’ultima pioggia di luna” della mia saga “Il Cerchio di Atlantide”. In questa tabella sono riportate le differenze di età che intercorrono tra i membri della famiglia reale, in questo modo, con l’avanzare degli anni nella storia, o per i flashback, mi basta un semplice calcolo per risalire all’età di ciascun personaggio.



Rapporto età

GADEYS

JINA’H

SETHYS

ADARE’S

ALVEYN

HIRARY

KIAN

GADEYS

/

18

35

38

43

48

JINA’H

18

/

17

20

25

30

SETHYS

35

17

/

3

8

13

ADARE’S

38

20

3

/

5

10

ALVEYN

43

25

8

5

/

5

HIRARY KIAN

48

30

13

5

5

/


Sconsiglio tabelle di rapporto età che coinvolgano più di sei o sette personaggi perché diventano di difficile consultazione e quindi perdono la loro utilità, meglio più tabelle che coinvolgano i personaggi in piccoli gruppi.







Cartella identificativa





Eccovi una cartella identificativa pronta da copiare e incollare in un documento word. Selezionate tutte le voci con il mouse
  

CARTELLA IDENTIFICATIVA

NOME

Nome di battesimo del psng

COGNOME

suo cognome

SOPRANNOME

Eliminare riga se assente

CAPELLI

Colore, lunghezza, se lisci o ricci

OCCHI

Colore ed eventuali particolari

ALTEZZA

In cm

CORPORATURA

 Informazioni di corporatura, misure, peso

ETA’

Dall’inizio della storia alla fine

DATA DI NASCITA

 

LUOGO DI NASCITA

 

GENITORI

Eliminare riga se assente

RAZZA

Da specificare nei racconti fantasy

PROFESSIONE

 

PASSIONE

 

RUOLO NELLA STORIA

 Il ruolo occupato (es: madre di…, principe di…

PARTICOLARITA’

Segni particolari (es: di un vampiro che può esporsi al sole si scrive non fotofobico)

NOTE

Brevi cenni su eventi importanti

 

Questa è una cartella identificativa standard, voi potete modificarla, rimuovendo o aggiungendo le righe a seconda delle esigenze narrative.










1月27日

LEZIONE 4 1000 MODI DI RACCONTARE




LEZIONE N°4

1000 MODI DI RACCONTARE

 

 



 

Scrivere è passione, è impulso, è prurito nelle mani. Ma non è soltanto questo.

Scrivere è l’arte di RACCONTARE qualcosa.

La differenza di questo “raccontare” consiste nella forma, nello stile, in quello che la mia insegnante di italiano del bienno alle superiori chiamava REGISTRO LINGUISTICO.

Una storia può essere raccontata principalmente in tre modi:

NARRAZIONE: di qualsiasi genere narrativo si tratti (fantasy, noir, realistico, comico, grottesco etc), raccontare per narrazione è costituito da una serie di periodi collegati tra loro che vanno a costituire un argomento più o meno continuo. I  tipi di narrazione possono essere vari:

                Romanzo: un volume unico che racconta un’unica storia. Generalmente è diviso in CAPITOLI per facilitare la lettura. Può presentare un PROLOGO, o antefatto, cui spetta il compito di introdurre il lettore alla storia, e un EPILOGO, il cui ruolo consiste nel chiudere la storia  informando il lettore degli ultimi eventi rilevanti in cui sono coinvolti i personaggi della storia stessa.

                Racconto: volume molto piccolo (15-30 cartelle W, A4, TnR,12*) che racchiude una storia autoconclusiva. Non presenta né divisione in capitoli (al massimo in paragrafi) né prologo ed epilogo.

                Antologia: raccolta di racconti, generalmente include storie aventi nesso logico o riguardanti un “tema portante”.

POESIA: la composizione poetica si distingue dalla narrazione per la struttura in VERSI, i quali possono costruiti per METRICA (in base al numero di sillabe), o per VERSI LIBERI (incentrando l’attenzione del lettore sui concetti più che sulla forma). Sono componimenti poetici:

                Sonetto e Canzone: molto rigidi dal punto di vista stilistico metrico, si prestano alla narrazione di qualsiasi tema. Sono parti integranti di opere come “La Divina Commedia”

                Madrigale: componimento generalmente di tema amoroso, è un po’ più elastico dal punto di vista metrico in quanto la chiave portante di questo componimento è la musicalità (erano spesso accompagnati da un sottofondo musicale).

                Ode: molto sciolta dal punto di vista metrico, è caratterizzata da strofe agili, ritmo serrato e tono solenne.

                Ballata: componimento destinato ad essere cantato e ballato si costituisce di strofe aventi identico schema ciascuna delle quali ripresa da un ritornello.

                Poema: è la forma di composizione poetica più lunga, si presenta come il romanzo narrativo, (prologo, capitoli, epilogo), con la differenza che tutto è scritto in versi molto rigidi, generalmente per queste composizioni lo schema di base è quello del sonetto.

RAPPRESENTAZIONE: a differenza delle due forme di scrittura precedentemente esplicate, quest’ultima non basa tutta la propria forza narrativa sulla parola scritta ma anche sulla presenza scenica di coloro che andranno ad interpretarla. Per questo si presenta “ridotta” quasi esclusivamente alla sola FASE DI DIALOGO associate a DIDASCALIE il cui compito è integrare la lettura con gesti ed espressioni dei personaggi coinvolti. Un tempo la rappresentazione era esclusivamente teatrale e trattava vari generi (commedia, dramma, tragedia etc), oggi, con le nuove tecnologie, abbiamo diversi tipi di rappresentazione:

                Teatrale: classica di sempre, si svolge in teatro, ha un’unica ambientazione, al massimo due, avviene dal vivo, può essere soggetta ad IMPROVVISAZIONI, si presenta divisa in SCENE (una scena inizia quando entra sul palco un nuovo personaggio e finisce quando un personaggio si ritira dietro le quinte) che vengono raggruppate in ATTI.

                Cinematografica: è la nuova forma di teatro da quando esiste il cinema, proiettata in differita (il film viene infatti prima girato interamente e dopo un’accurata fase di montaggio proposto al pubblico) si evita di dover sopperire in pubblico ad eventuali difetti tecnici con improvvisazioni o altro. Generalmente si suddivide in TEMPI, in genere due, rarissimamente tre. Presenta i TITOLI DI CODA nei quali sono elencati tutti gli operatori (attori, tecnici, registi, musicisti etc) coinvolti nella produzione.

                Serie televisiva: anche questa forma di rappresentazione viene costruita con le tecniche dei film, con la differenza che qui abbiamo la suddivisione in EPISODI (che possono essere autoconclusivi o concatenati) della durata di circa 40 minuti. Sono caratterizzati da un’introduzione, costituita da una sigla (a volte accompagnata da un prologo) e da titoli di coda in cui si enunciano gli operatori.

                Opera Lirica: come per la rappresentazione teatrale si svolge dal vivo, è caratterizzata da un notevole accompagnamento musicale e dalla peculiarità di raccontare una storia attraverso una forma poetica cantata.

 

 

Per ciascuna delle forme di scrittura su elencate si svolgono esercizi specifici. Per essere uno scrittore completo è opportuno esercitarsi qualche volta anche in generi di scrittura diversi dal proprio, così da poter arricchire la propria agilità narrativa, permettendogli di attingere ad altre forme narrative in quei momenti in cui la propria narrazione improvvisamente si impantana.

W,A4,TnR,12= sta ad indicare una cartella WORD, formato A4, carattere TIME NEW ROMAN, dimensione 12

 




 

ESERCIZIO

 

1)       Scegliete un capitolo o un racconto da voi scritto e trasformatelo prima in una poesia, poi in un copione.

2)     Guardate un pezzo di un film o qualche scena di una rappresentazione teatrale e ricostruitene il copione.

3)     Scegliete una poesia di vostro gradimento e riscrivetela in forma narrativa senza alterarne il contenuto concettuale.










1月21日

Lezione 3 BLOCCO DELLO SCRITTORE






LEZIONE N°3 

IL BLOCCO DELLO SCRITTORE








 

Ecco uno dei più grandi problemi degli artisti: IL BLOCCO.

Forse vi sembrerà strano, o quantomeno prematuro, che io parli del blocco già alla terza lezione.

Ritengo importante parlarne già adesso perché tutti voi che seguite questo corso siete già degli scrittori, non importa se fino ad ora avete scritto soltanto per voi stessi. Anche voi potete bloccarvi, anzi, sicuramente vi siete già bloccati un paio di volte.

Ve ne siete stati lì, davanti al foglio bianco, con il prurito nelle mani e il cervello letteralmente vuoto. O peggio, sempre lì davanti al foglio bianco, senza la minima voglia di batter lettera.

Il blocco fa sentire svuotati.

Azzera la vostra arte, rendendovi improvvisamente comuni mortali senza alcun rilievo. Sensazione orribile.

“Se non scrivo non vale la pena di vivere questa vita di merda!” è la mia frase standard quando mi blocco. Sì, perché per uno scrittore la vita senza scrittura sarà sempre una vita di merda. Scrivere è l’anima.

 

Il blocco dello scrittore è un momento di stallo che può presentarsi (un po’ come la depressione) sotto varie forme:

1)       ASSENZA DI ISPIRAZIONE: la voglia di scrivere c’è ed è anche tanta, ma vi mancano le idee o non riuscite a trovare la forma con cui esprimerle.

2)     MANCANZA DI VOGLIA DI SCRIVERE: tutto vi dà noia, persino scrivere vi annoia, per cui buttate da parte tutto quello che avete scritto e credete che ormai lo scrittore che era in voi si sia trasferito altrove.

3)     PERDITA DI AUTOSTIMA: scrivete molto e avete molte idee, ma tutto quello che scrivete vi sembra spazzatura, buona solo da dare in pasto al cestino del vostro pc.

4)    BLOCCO PERSONALIZZATO: vi colpisce solo al cospetto di un determinato racconto/romanzo mentre è assente per qualsiasi altra vostra opera in lavorazione

Ma come evitare di incappare nel blocco dello scrittore. Presto detto: NON PUOI EVITARE DI BLOCCARTI.

Puoi solo cercare di venirne fuori nel modo più rapido e indolore possibile.

Per questo posso darvi diversi consigli di mio personale utilizzo:

 

1)       Leggere i libri che più vi piacciono: vi deprimerà un po’ perché vi rendete conto di quanto vi manchi scrivere ma vi fornirà la spinta per riprendere a scrivere (questo metodo funziona per i blocchi di tipo 1, 2 e 4 sul blocco di terzo tipo potrebbe avere effetti deleteri)

2)     Rileggere i vostri scritti precedenti: sarà come far fare al cervello un salto indietro nel tempo, in un momento precedente al blocco, così potrete vedere quanto siete scrittori (ottimo per tutti i tipi di blocco, ma soprattutto per il tipo 3)

3)     Iniziare a scrivere un diario dei sogni: sembrerà strano, ma cercare di mettere nero su bianco i sogni è un ottimo metodo per riprendersi dal blocco e anche per prevenirlo, se vi mancano le idee infatti potete attingere da lì –la metà dei miei racconti sono miei ex sogni- l’ideale sarebbe tenere proprio un diario di vita, ma è una cosa per cui non tutti sono portati (ottimo per tutti i tipi di blocco)

4)    Usare un incipit: scegliete un paragrafo del vostro libro preferito e cercate di proseguire la storia a modo vostro, non preoccupatevi di deturpare la vostra storia preferita, potrebbe venire fuori qualcosa di fantastico.

5)     Scrivere altro: se il blocco è di tipo 4 è la sola soluzione possibile, l’ispirazione per il romanzo bloccato tornerà da sola.

6)     Prendere una tisana rilassante prima di mettersi a scrivere: gli infusi di particolari erbe hanno forti proprietà lenitive per cui vanno ad attenuare il senso di oppressione che proviamo davanti al foglio bianco che non viene riempito. Io utilizzo un infuso di camomilla e allori molto zuccherato circa mezz’ora prima, ma voi potete anche scegliere una bevanda a voi più consona.

 

 

 





TISANA RILASSANTE:

INGREDIENTI:

·       1 bustina di camomilla

·       2 foglie d’alloro essiccate

·       2 cucchiai di zucchero o 1 di miele

·       1 tazza d’acqua calda

 

PREPARAZIONE:

 

1)       togliere alle foglie d’alloro la nervatura centrale, che è tossica, e aggiungere le foglie all’acqua

2)     Riscaldare l’acqua senza farla arrivare ad ebollizione (altrimenti si forma il calcare sul fondo)

3)     Mettere in infusione la bustina di camomilla per 3 minuti

4)    Versare tutto nella tazza e zuccherare abbondantemente

5)     Bere caldo

 

Klaudya Mayer













1月16日

lezione 2: SLANCIO CREATIVO






LEZIONE N°2

 SLANCIO CREATIVO







 

Da dove iniziare a creare una storia?

Beh… io dico sempre:

LE STORIE NON HANNO CREATORI

ESSE NASCONO GIA’ SCRITTE

NOI SCRITTORI SIAMO QUEI FORTUNATI

CHE AVENDOLE INTUITE PER PRIMI

ABBIAMO POI IL PRIVILEGIO

DI RACCONTARLE AD ALTRI.

 

Tutte le storie che avete scritto, state scrivendo, e che scriverete, esistono da sempre, voi dovete solo dare loro una forma nella quale abitare.

 

REGOLA 1: SENTIRE IL MONDO

Potete scrivere solo se rimanete connessi al mondo intorno a voi, perché è da quel mondo che provengono tutte le storie, le più fantastiche, le più realistiche, le più dolci, le più orribili. Quindi la prima cosa che dovete fare è innanzitutto mantenere alta l’attenzione verso l’ambiente che vi circonda. Non solo i grandi ambienti, quelli maestosi e indimenticabili, ma proprio e soprattutto gli ambienti più comuni: pub, supermercati, palestre, la vostra stanza. Tutto può spalancare la vostra mente aprendo i varchi ad una nuova storia.

QUINDI RICORDATE DI PORTARE SEMPRE CON VOI UN TACCUINO SU CUI ANNOTARE OGNI IDEA O SENSAZIONE CHE VI PASSI PER LA TESTA! (io ho sempre qualcosa per scrivere in borsa, e se per distrazione dimentico a casa il notes, ci sono sempre i tovagliolini dei bar)

 

REGOLA 2: SENTIRE IL BATTITO

Ascoltare l’etere non basta, il mondo è una fonte continua di informazioni, ma rimangono info fine a loro stesse se non mettete in moto il cuore. Il cuore è l’organo preposto a “tradurre” informazioni apparentemente “oggettive” in storie dall’emozione unica. Dal vostro cuore dipende la spinta a scrivere.

Una stessa scena, vista dallo stesso scrittore in due stati d’animo differenti darà origine a due storie totalmente diverse.

QUINDI LASCIATE CHE LE VOSTRE EMOZIONI PERSONALI SI FACCIANO SPAZIO, ANNOTATELE ASSIEME ALLE INFORMAZIONI ESTERNE, MISCELANEA DI OGGETTIVITA’, SENSAZIONI ED EMOZIONI. (i miei appunti sono una valanga di frasi apparentemente senza senso, un crogiuolo di descrizioni di quello che mi colpisce, di quello che mi suscita ciò che percepisco e di sfoghi emotivi in perfetto stile diario)

REGOLA 3: INSEGUIRE IL PRINCIPIO

Una volta che il mondo è stato percepito e tradotto dal cuore avvengono due cose: 1 la prima idea, qualcosa di sfolgorante, totalmente incasinato, che alle volte parla una lingua a parte. 2 la seconda idea, quella più sensata, scorrevole, che si sviluppa armoniosamente come un fiore che sboccia.

Quale scegliere?

Voi ora mi rispondete: la seconda.

SBAGLIATO!

Quella che funziona è sempre la prima. La seconda annotatela come riserva per il futuro.

Perché va scelta la prima, anche se apparentemente è pessima rispetto alla seconda?

Perché la prima è un’idea che vi è nata da dentro, dal vostro sé più primordiale e istintivo, quello primigenio, quello puro.

La seconda è venuta fuori dal vostro sé medio borghese deviato dalla società di individui omologati nella quale tutti viviamo.

Il vostro compito quali scrittori è dare vita e spazio alla prima idea, quella vera, nata dal vostro impulso creativo, anche se apparentemente sembra pessima.

 

Una volta in un film sentii questa battuta:

“Quando ti viene in mente una pessima idea,

inseguila

perché le pessime idee sono le migliori”

 

 






ESPERIENZE DAGLI SCRITTORI:

Federico Moccia

(al di là di quanto possiate apprezzarlo o meno, lui è stato pubblicato e voi ancora no, quindi qualcosa da imparare ci sarà per forza!)

 

 Federico Moccia ascoltò involontariamente la conversazione telefonica di un’adolescente con sua madre mentre si trovava in piscina. Da questo suo innocente origliare è venuto fuori “Scusa ma ti chiamo Amore”.

Dimostrazione che le storie sono tutte lì che aspettano di essere raccontate e che le si può accalappiare ovunque… persino in piscina.











LETTURA CONSIGLIATA:

 

“L’evoluzione di Jane” di Cathleen Schine

 

Questo romanzo non è propriamente un titolo “da studio” e credo che molti grandi scrittori criticherebbero la mia scelta. Ma è un libro molto ben scritto e che a mio parere serve allo scopo. In questo romanzo, nonostante la trama possa apparire banale, lo stile unisce perfettamente i tre elementi di osservazione, sensazione ed emozione del momento.

L’ambiente stesso sembra ricalcare le emozioni della protagonista e adattarsi ai suoi stati d’animo, immergendoci in un mondo fantastico eppure reale (le isole Galàpagos, dove Darwin studiò e formulò poi la teoria evoluzionistica) come se potessimo vederlo coi nostri occhi, sentirlo con la nostra pelle e respirarlo coi nostri polmoni.







lezione 1: SCRIVERE=LEGGERE


Questo corso è dedicato a chi vuole migliorare il proprio stile di scrittura, con chi vuole seguire il proprio desiderio di scrivere mai espresso e con chi vuole semplicemente confrontarsi con dei piccoli semplici esercizi che mantengono “la mano allenata”.

Con questo corso non diventerete scrittori. Non si “diventa” scrittori, scrittori si nasce, anche se nessuno legge quel che scrivete, se scrivere col cuore, siete scrittori.

Con questo corso nessuno garantisce la pubblicazione del vostro manoscritto, per il semplice fatto che l’editoria e la vita tutta non è meritocratica (basti pensare a tutti i romanzi spazzatura che fatturano ai loro autori centinaia di euro al giorno, mentre molti splendidi romanzi rimangono inediti anni e anni).

Essere un grande scrittore non significa essere pubblicati dalla Mondadori, essere grandi scrittori significa saper toccare l’anima delle persone senza l’ausilio delle immagini e dei suoni, toccarli semplicemente con le parole.






 

LEZIONE N°1

SCRIVERE = LEGGERE 




 

In questa prima lezione del “Laboratorio di Scrittura” vi dirò una frase fatta, sulla quale però si deve molto riflettere:

“CHI VUOL SCRIVERE, DEVE LEGGERE MOLTO”

Se smettete di leggere, è garantito, smettete automaticamente anche di scrivere.

Per il semplice motivo che la carta si appiattisce, smette di essere potenziale creazione e diventa quella che è: banalissima carta. La carta già scritta è un’ottima miccia per sviluppare l’ispirazione.

Quindi il primo passo è LEGGERE LEGGERE LEGGERE fino alla nausea.

Ma leggere cosa?

Di tutto, qualsiasi genere.

Dal romanzo storico al fantasy, dall’horror al libro rosa.

Non potete sapere “quale scrittore” si nasconde in voi finché non gli avete sottoposto tutti i generi possibili.


GENERI

1)       Romanzo storico: ricostruisce situazioni ed eventi realmente accaduti nel passato.

2)     Romanzo di Formazione: o romanzo psicologico, segue l’evoluzione psicologica di un personaggio dall’infanzia fino alla sua morte.

3)     Romanzo Fantasy: generalmente ambientato in realtà fantastiche è caratterizzato da connotazioni fiabesche come la magia e le creature fantastiche

4)    Romanzo Pagan-Fantasy : sottogenere del fantasy gestisce la componente fantastica all’interno di una corrente religiosa ben precisa come ad esempio i Culti Celtici o Nordici.

5)     Romanzo Giallo: romanzo incentrato sulla risoluzione di crimini, in genere omicidi.

6)     Romanzo Erotico: genere che esplora i meandri del sesso nelle sue varie forme

7)     Romanzo Noir: sottogenere del Giallo, che non ha per fine ultimo la risoluzione dell’indagine ma suscitare nel lettore un’indagine interiore su ciò che lo circonda

8)     Romanzo Horror: un genere il cui scopo è “fare paura”, ma anche far riflettere sui misteri del mondo

9)     Romanzo Gotico: dai toni molto cupi, questo genere sfiora la realtà passando per tutte quelle paure inconsce dell’animo umano, come la paura per i fantasmi o per le creature soprannaturali… sono i romanzi del buio.

10)Romanzo Rosa: un genere che è tutto un susseguirsi di cliché. Non lo apprezzo molto (non lo apprezzo affatto) ma va comunque studiato per non cadere nello stesso stile di scrittura.

11)   Romanzo d’avventura: tratta eventi avventurosi e personaggi eroici, generalmente inventati

12) Romanzo d’ambiente: ricostruisce l’ambiente e le usanze di un determinato periodo storico, integrandovi personaggi inventati su cui fonda la trama

13)  Romanzo di Fantascienza: generalmente romanzi ambientati nel futuro o comunque che basano l’ambientazione su una tecnologia superiore a quella di cui disponiamo attualmente come viaggi nello spazio etc etc

14) Romanzo Thriller: romanzo di tensione, azione e reazione per la risoluzione di un mistero o un crimine.

15) Romanzo Sentimentale: si rivolge all’esplorazione dei sentimenti del personaggio protagonista e di quelli che gli stanno intorno.

16) Romanzo di Vampiri: è un genere tecnicamente inesistente, ma ritengo che chi scriva di queste creature sia a cavallo tra genere fantasy, genere gotico e genere horror, quindi meriti di essere inserito in una lista a sé stante.

 

 

 

LIBRI CONSIGLIATI


 

1)       Romanzo storico: “Alexandros” trilogia di Valerio Massimo Manfredi

2)     Romanzo di Formazione: “La lunga vita di Marianna Ucrìa” di Dacia Maraini

3)     Romanzo Fantasy: “Il Signore degli Anelli” John Ronald Reuel Tolkien

4)    Romanzo Pagan-Fantasy : “Le Querce di Albion” di Marion Zimmer Bradley

5)     Romanzo Giallo: vi do soltanto l’autore: Agatha Christie qualsiasi suo titolo è ottimo

6)     Romanzo Erotico: “11 minuti” di Paulo Choelo (non è propriamente un titolo di questo genere, ma è il solo romanzo a sfondo erotico che sia degno di essere definito romanzo) 

7)     Romanzo Noir: “Incubo ed altre storie” Cornell Woolrich

8)     Romanzo Horror: “Racconti” di Edgar Allan Poe

9)     Romanzo Gotico: “Dracula” di Bram Stoker

10)Romanzo Rosa: “Il ventaglio indiano” di Victoria Holt (l’unico romanzo rosa che mi abbia in qualche modo appassionato)

11)   Romanzo d’avventura: “Il Giro del mondo in 80 giorni” Jules Verne

12) Romanzo d’ambiente: “Piccolo mondo antico” di Antonio Fogazzaro

13)  Romanzo di Fantascienza: “Alien” Alan Dean Foster

14) Romanzo Thriller: “Il codice da Vinci”  Dan Brown

15)Romanzo Sentimentale: "Twilight" di Stephenie Meyer (nonostante la critica lo classifichi romanzo gotico, se Edward non fosse stato un vampiro le cose non sarebbero state poi così diverse, quindi io lo considero un sentimentale. senza offesa all'autrice).

16) Romanzo di Vampiri: "Intervista col vampiro" Anne Rice



Libri consigliati anche se a mio parere sono libri spazzatura, per capire cosa va evitato quando si scrive:


1)       Girls di Nic Kelman : il sesso trasformato in perversione, una giostra di depravazioni maschili dove le adolescenti sono viste tutte come delle piccole ninfomani voraci di buttare la verginità al primo pervertito quarantenne che gli capita a tiro.

2)     100 colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa Panarello: un libro che sembrava voler dare tanto e alla fine si è ridotto ad un elenco di amplessi senza senso.

3)     Gli harmony in genere: per capire come NON dovete MAI scrivere.

 


 

 

 

BUONA LETTURA!