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11月25日 Lezione 8: LA GIOSTRA DEI DIALOGHI![]()
Eccoci oggi ad analizzare un altro punto fondamentale da tenere sotto controllo durante la stesura del vostro libro: i dialoghi. Per dialogo qui intendiamo anche i "monologhi interiori" dei personaggi, ossia quando viene riportato il pensiero diretto del personaggio. Il dialogo è fondamentale affiché i personaggi possano interagire tra loro "in tempo reale". Riportando in maniera diretta il dialogo tra due o più personaggi, infatti, date la possibilità di "ascoltare" i personaggi, proiettando il lettore in una prospettiva più interna alla storia e quindi più vicina alle vicende. Utilizzare il dialogo diretto ci permette di lasciar esprimere il personaggio "con parole sue" ed evita lunghi passaggi di "lui disse che e lei rispose che e poi lui ribetté ancora, ma lei insisteva nel dire" che fanno venire le treccioline agli occhi. Cosa è però necessario sapere e applicare per evitare di combinare un pasticcio con i dialoghi? Eccovi le ormai solite 3 regoline: 1) Personalizzate il linguaggio del personaggio: con questo non si intende che dobbiate scervellarvi per creare un gergo particolare per ogni personaggio o mettervi ore e ore ad inventarvi una lingua completa come ha fatto Tolkien per le popolazioni della terra di mezzo (se l'idea vi alletta, fatelo pure :D ). Osservate la vita reale, ognuno di noi ha qualcosa che lo contraddistingue anche nel linguaggio (io ad esempio uso tantissimo le parole che finiscono con "mente" come praticamente, tecnicamente, indubbiamente etc etc), molti hanno una sorta di frase tipica ("scene di panico" by Principe Azzuro), ma seppure non vi fossero particolarità particolari (perdonate il gioco scioglilingua) ogni persona ha un modo di approcciarsi al linguaggio in maniera del tutto intima e personale. Una persona anziana, che ha frequentato fino alla 3° elementare, non parla in maniera forbita e sciolta come può parlare un trentenne plurilaureato che lavora per la NASA. Un bambino userà termini tipicamente infantili che una persona adulta difficilmente adotterebbe in un dialogo con un altro adulto. Cerchiamo di ricordarcene perché questa prima regola è quella che viene infranta più spesso. 2)Evitare le "panzane" orali (ossia abbiate coerenza): questa regola in effetti nojn è che un'altra facciata della prima regola, ma ho preferito separare i concetti così vi sarà più facile individuare eventuali errori nei vostri scritti. Ve lo immaginate un personaggio rude supermuscoloso armato fino ai denti che, nel bel mezzo della scena madre, si ferma a sussurrare alla sua amata "tesorino sei l'amore della vita mia stai tranquilla li faccio fuori io tutti questi cattivoni"? Fate quindi in modo che i vostri personaggi parlino e PENSINO nella natura del loro carattere, quindi il nostro supermuscoloso al massimo potrebbe dire con tono deciso e trionfale "stai tranquilla Gaia, con me in giro questa feccia è già carne macellata!" senza abbandonarsi ad inutili vezzeggiativi. 3)Evitare i "discorsi da campagna elettorale": con questa ultima semplice regola non vi viene proibito di riportare un discorso elettorale se il vostro personaggio concorre alla carica di sindaco del paesino di X. Siete invece invitati ad evitare di far straparlare ininterrottamente un personaggio per 3/4 di una pagina in formato A4 (che poi diventano quasi 3 pagine in formato A5 ossia il formato medio di un libro stampato). In questi casi infatti è bene utilizzare il discorso indiretto, in modo da poter rendere la lettura più scorrevole. Oppure un ottimo espediente, se proprio volete riportare le parole del personaggio, consiste nel "frammentare" il discorso con delle osservazioni sui cambiamenti di tono, delle espressioni di chi parla e di chi ascolta. ESEMPIO Andrea guardò dritto negli occhi il teppista e disse -Sei proprio una carogna. Ma come ti permetti di prendertela con una persona indifesa in questo modo? Trovi forse che sia giusto o edificante? Cosa ti ha insegnato tua madre? Scommetto che quella poverina si dannerà ogni giorno ad avere un figlio ingrato e violento come te. Dovresti avere più rispetto degli altri tu! Così forse gli altri avranno più rispetto di te.- Michele lo fissò con aria di sufficienza -Ma vai a quel paese, per favore!- e si allontanò con fare umiliato. Eccovi
un brano con un dialogo che infrange tutte e 3 le regole, come potete vedere Andrea comincia a sparare a mille (vabbeh qui sono poche righe, ma questo è solo un esempio e preferisco usare lo spazio per scrivere cose migliori), in secondo luogo i due personaggi parlano esattamente allo stesso modo (ma quando mai un teppista direbbe "vai a quel paese" e soprattutto "per favore"?) quindi il dialogo c'è ma è pessimo. Vediamo come migliorarlo Andrea guardò dritto negli occhi il teppista e disse -Sei proprio una carogna. Come ti permetti di prendertela con una persona indifesa in questo modo?- il suo sguardo fisso sembrava non aver minimamente turbato Michele -Trovi forse sia giusto o edificante? Cosa ti ha insegnato tua madre?- proseguì Andrea, con un tono che andava facendosi più esagitato man mano che parlava -Scommetto che quella poverina si dannerà ogni giorno ad avere un figlio ingrato e violento come te.- Michele non ebbe alcuna reazione e Andrea, che si sentiva salire il sangue alla testa per la rabbia decise di colpire su un punto che di certo avrebbe raggiunto l'obiettivo di scuotere Michele fuori dal suo atteggiamento di ribelle violento -Dovresti avere più rispetto degli altri tu! Così forse gli altri avranno più rispetto di te.- Michele a quel punto ebbe un fremito di irritazione, poi lo fissò con aria di sufficienza e sbottò -Fottiti.- allontanandosi poi con fare umiliato. Eccovi
lo stesso brano con un dialogo ben fatto. Come potete leggere c'è una netta differenza tra il linguaggio articolato e fluido di Andrea e quello incisivo, rude e diretto di Michele, a rappresentare anche la sua natura rabbiosa ti teppista. Inoltre, applicando l'espediente della frammentazione del monologo di Andrea, abbiamo avuto l'opportunità di dare informazioni narrative che altrimenti non avremmo potuto fornire in questa occasione. ![]()
ESERCIZIO
Rileggete
uno dei vostri scritti, cercate di valutare quanto siano seguite o non
seguite le regole relative al dialogo e apportate le
modifiche del caso, infine comparate lo scritto originario e quello
corretto. BUON LAVORO!
![]() 10月15日 Il Laboratorio di Scrittura![]() In questa sezione inserirò tutti i link che possono interessare tutti noi sognatori d’inchiostro. ![]() Eccovi dunque la prima segnalazione
Un blog grazioso pieno di consigli interessanti per migliorare il nostro stile.
Sì, lo so, se noi stessi qui abbiamo un corso di scrittura, perché linkarne uno esterno? Semplice, in questo blog sono presenti molte precisazioni sulla grammatica che io non avrei tempo di inserire nel nostro corso di scrittura.
Buona Lettura! ![]() Lezione 7: QUESTO CARO AMICO-NEMICO: L'AGGETTIVO Piccola premessa di scuse: HO TRASCURATO LA DIRECTORY IN MODO DAVVERO PENOSO, CHIEDO VENIA! ![]()
QUESTO CARO AMICO-NEMICO:
Molto spesso, presi dalla realizzazione della storia, facciamo così caso al suo procedere che non facciamo caso a "come" procede. L'errore più facile nel quale rischiamo di cadere e spesso, durante la prima stesura cadiamo, è un uso errato degli aggettivi. L'aggettivo è il migliore strumento che il linguaggio ci abbia dato al fine della comunicazione. Ma come ogni strumento raffinato va usato con la dovuta cautela, e quando si scrive questa cautela deve essere particolarmente seguita. E' molto molto facile che un solo aggettivo mal inserito nel testo rovini l'intero brano. Come fare dunque? Basta seguire poche semplici regole. 1) Evitare gli aggettivi scontati e le ripetizioni: è inutile inserire aggettivi triti e ritriti che non offrono alcun aiuto alla narrazione. L'aggettivo ha come scopo "completare" la narrazione, dando importanti informazioni in maniera rapida e diretta. Questo ovviamente non significa tagliare fuori tutti gli aggettivi di uso comune, ma saper effettuare una scelta oculata. E in questa scelta oculata si deve anche evitare di ripetere ogni tre righe lo stesso aggettivo o suoi sinonimi. 2)Evitare le "piogge" di aggettivi: è deleterio ai fini del piacere di leggere impegnarsi a scrivere cinque righe piene di aggettivi riferiti tutti alla stessa parola o a poche parole. Preferiamo uno stile più sobrio, cerchiamo l'aggettivo che riassuma quanto più possibile le caratteristiche che vogliamo evidenziare, "dilazioniamo" la profusione degli aggettivi lungo tutto un capitolo imponendoci un certo limite alla sfrenatezza. 3)Evitare gli aggettivi "pomposi" e obsoleti: questa semplice regolina si applica un po' a tutto lo stile narrativo affinché non diventi troppo "pesante" da leggere. L'aggettivo deve "spiegare" meglio una determinata situazione, deve quindi essere comprensibile alla maggioranza dei lettori. Passino dunque aggettivi specifici, e anche qualche termine arzigogolato, ma la media deve essere di 2 aggettivi di uso comune su 3 almeno. E' inutile gettare a manciate nella nostra storia termini troppo ricercati, finiremmo col non far capire più niente al lettore che automaticamente si stuferebbe e lascerebbe perdere il nostro libro. ESEMPIO La luna era piena e pallida, il mare era calmo. La fanciulla, bianca e pallida come la stessa luna, passrggiava sul bagnasciuga con aria pensosa e si domandava pensosamente quanto tempo le toccava attendere in attesa del suo amato. Riusciva a ricostruire con la mente i suoi occhi azzurri, lucenti come diamanti, e grandi e dolci mentre la guardavano teneri e dolci. Eccovi un brano con aggettivi usati male: sono termini banali, ce ne è una profusione esagerata e taluni si ripetono dando al brano un ritmo monotono (scusatemi ma non sono riuscita a metterci niente di pomposo all'interno, proprio non mi ci è venuto!) La fanciulla camminava sul bagnasciuga, contemplava il mare che si stendeva calmo all'orizzonte. La sua pelle diafana sembrava riflettere il pallore della luna piena. Pensosa, si domandava quanto tempo le toccava attendere in attesa del suo amato. Riusciva a ricostruire con la mente la lucentezza adamantina dei suoi grandi occhi azzurri mentre la guardavano teneri e dolci. Eccovi lo stesso brano con aggettivi usati bene: abbiamo evitato quella pioggia inutile e piena di ripetizioni sostituendo alcuni aggettivi con dei sostantivi (pallida=pallore) e abbiamo anche usato un aggettivo pomposo (adamantina) in un modo sufficientemente corretto da non intaccare la scorrevolezza della narrazione. ![]()
ESERCIZIO
Rileggete uno dei vostri scritti, cercate di valutare quanto siano seguite o non seguite le regole relative all'uso degli aggettivi e apportate le modifiche del caso, infine comparate lo scritto originario e quello corretto. BUON LAVORO!
![]() 5月22日 Scegliere la casa editrice![]()
SCEGLIERE LA CASA EDITRICE ![]()
Eccoci, Sognatori d'inchiostro, giunti al secondo passo per trasformare il nostro prezioso manoscritto in un libro. Come abbiamo visto nel precedente post di categoria (che puoi rileggere QUI), abbiamo protetto la nostra opera da eventuali plagi. Adesso dobbiamo iniziare la ricerca dell'editore. Non metterò in directory un elenco con le case editrici perché
1. è un lavoraccio lungo e superfluo, potete trovare tantissimi elenchi in tantissimi siti semplicemente navigando in internet. 2. le informazioni sulle case editrici vanno aggiornate continuamente, perché ogni settimana decine di case editrici cambiano le loro direttive di mercato o peggio chiudono i battenti, e io trovo già abbastanza difficile occuparmi dei miei spaces sparsi nella rete. 3. non posso fornire informazioni esaustive sulle case editrici in quanto non ho avuto bisogno di testarle tutte, ma mi sono mossa basandomi sulle informazioni che ho trovato in rete sulle esperienze più o meno disastrose di altri autori emergenti. Come scegliere una casa editrice? Questo è un lavoro semplice e complesso al tempo stesso. Il primo passo è stilare una lista col nome delle case editrici da cui vorreste veder pubblicato il vostro libro. Inserite nella lista anche i giganti dell'editoria, come la Nord, la Fletrinelli etc, non è detto che solo perché loro sono grandi e voi siete piccoli non vi capiti il colpo di fortuna! Innanzitutto eccovi poche semplici regole che vi permetteranno di scegliere al meglio: 1. Contributo spese: anche la più piccola casa editrice, se vuole, può pubblicare senza contributo spese (basti pensare a "La Penna Blu Edizioni" che pur avendo 2 soli libri in catalogo ha pubblicato senza far cacciare neppure un centesimo ai suoi autori!) quindi diffidate di chiunque vi chieda un contributo spese o di acquistare un certo numero di copie del vostro libro, o peggio vi dica che è tutto gratuito tranne l'editing e la correzione di bozze! Ricordatevi, puntare su un esordiente può essere rischioso, ma questo è il loro mestiere, perché se poi la vostra opera vale e loro guadagnano palanche di soldi col VOSTRO libro, oltre il 70% del prezzo di copertina va a loro! 2. Linea editoriale: non tutte le case editrici pubblicano tutti i generi letterari, quindi contattare una casa editrice che pubblica saggi quando avete scritto un romanzo giallo è una perdita di tempo per voi e per loro. Consultate quindi il catalogo on-line della casa editrice da voi scelta e cercate libri che appartengono allo stesso genere del vostro manoscritto, se non ne trovate, passate alla prossima casa editrice della lista. Se proprio quella casa editrice vi ispira, potete inviare una mail in cui chiedete all'editore se è nei suoi progetti futuri allargare le pubblicazioni anche al genere che a voi interessa e se in tal caso fosse disponibile a valutare il vostro manoscritto, ma questa è una procedura che personalmente sconsiglio perché irrita gli editori.
3. Distribuzione: questo è un aspetto che in tutti gli elenchi che ho trovato in rete viene fortemente trascurato! La distribuzione è il mezzo attraverso il quale la casa editrice vende il proprio prodotto (il vostro libro) e di conseguenza è il VOSTRO mezzo di guadagno e la vostra via di comunicazione per farvi conoscere sempre di più. Una buona casa editrice con una pessima distribuzione non farà mai strada, e con lei neppure voi. Assicuratevi dunque che la casa editrice distribuisca almeno in otto regioni d'italia e che abbia almeno 1 libreria per regione (molte case editrici contano 1 libreria x distribuire in 2 regioni, ma sappiamo bene che nessuno si fa oltre 50 km di autostrada per comprare un libro in un'altra regione). Ma la distribuzione teorica non basta, procuratevi i recapiti telefonici delle librerie elencate dell'area distribuzione e assicuratevi che queste librerie effettivamente acquistino i libri della casa editrice perché potrebbero anche ricevere il catalogo ma acquistare pochissimi titoli e pochissime copie (o addirittura niente). Ecco qui le 4 regole per scegliere la vostra casa editrice. O meglio, scegliere una rosa di case editrici a cui inviare una mail chiedendo il permesso di inviare un manoscritto da valutare... ma questo lo spiegherò al prossimo post.
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4月29日 Lezione 6: FASI DELLA NARRAZIONE![]()
Raccontare è un'arte complessa, raccontare infatti non è semplicemente riportare freddamente i fatti (anche se in taluni casi può rivelarsi una forma narrativa vincente). lo scrittore si differenzia dal giornalista per la capacità di portare il lettore nella mente e nel mondo dei personaggi. Raccontare significa costruire da zero una situazione rendendola "tridimensionale" alla vista del lettore.Per assolvere a questo compito esistono le FASI DELLA NARRAZIONE che nello specifico sono tre: 1)FASE NARRATIVA: è il fulcro, la fase centrale, il "cuore" della storia, e si costituisce di tutti quei passaggi in cui avviene qualcosa e gli eventi della storia procedono (questa fase narrativa è assente nelle rappresentazioni in cui il compito di "raccontare" è affidato direttamente ai dialoghi dei personaggi) 2)FASE DI DIALOGO: associata alla fase narrativa va a completarne l'opera di narrazione alleggerendone la lettura e dando voce diretta o indiretta ai personaggi. Da sola può sostenere l'avanzamento degli eventi ma fasi di dialogo eccessivamente lunghe e che coinvolgano molti personaggi possono rivelarsi difficili da seguire. (Questa fase è solitamente assente nelle composizioni poetiche, anche se la si ritrova in lunghi poemi come L'odissea e L'iliade e simili; si rivela invece la fase portante nelle rappresentazioni.) 3)FASE DESCRITTIVA: va a completare e spesso si compenetra alle due fasi precedenti al fine di aiutare il lettore a costruirsi un'immagine vivida dello scenario e dell'aspetto dei personaggi e di peculiarità che li contraddistinguono, così da permettere al lettore stesso di muoveersi più agevolmente all'interno della narrazione. (Questa fase si limita a brevi didascalie nella rappresentazione, mentre ha largo spazio sia in campo narrativo che poetico) ![]()
ESERCIZIO
1) Scegliete un capitolo o un racconto da voi scritto ed evidenziate con tre colori diversi le tre differenti fasi, osservate come si intersecano e si coadiuvano arricchendosi vicendevolmente.
![]() PREMIAZIONECONTEST: la notte e il mare
Ecco a voi la tanto agognata premiazione! (Sono davvero negata per i Contest!)
Per questo primo Contest la nostra directory ha vantato quattro iscrizioni: due nella categoria narrativa e due nella categoria poetica, Ecco i premi e i premiati: CATEGORIA NARRATIVA: Primo Classificato: PAM con il racconto che può essere letto QUI ECCO IL PREMIO ![]() codice: <a href="http://sognidinchiostro.spaces.live.com"><img src="http://img510.imageshack.us/img510/648/pam.gif"> ![]() codice: <a href="http://sognidinchiostro.spaces.live.com"><img src="http://img90.imageshack.us/img90/738/sakurao.gif"> CATEGORIA POETICA: Primo Classificato: VERDIANA con la poesia che può essere letta QUI ECCO IL PREMIO: ![]() codice: <a href="htto://sognidinchiostro.spaces.live.com"><IMG src="http://img240.imageshack.us/img240/1233/verdiana.gif"> ![]() codice: <a href="http://sognidinchiostro.spaces.live.com"><img src="http://img148.imageshack.us/img148/5886/merrique.gif"> COMPLIMENTI E al prossimo post! 4月5日 Lettera AESEMPIO: l'elenco di risposta alle 5W: Who, What, When, Where, Why. AGGIORNAMENTO LA NOTTE E IL MAREEccomi nuovamente tornata! Pronta a rimediare al lungo ritardo
I miei tre piccoli adorabili deliziosi micilli sono stati accuditi svezzati e adottati da tre splendide famiglie quindi adesso posos tornare a ricoprire il mio ruolo di scrittrice bloggatrice e tiranna della rete Vi comunico quindi con immenso piacere che da qui a una settimana avverrà la tanto agognata premiazione infatti ho passato così tanto tempo tra biberon e filtranti e salviette imbevute alla camomilla e gattini pigolanti che... ho dimenticato tutto quello che avete scritto così rileggerò tutto con calma e preparerò i premiucci. Esultate... l'attesa è finita! 3月10日 AGGIORNAMENTO LA NOTTE E IL MAREChiedo formalmente infinite scuse per il ritardo della premiazione.
A causa di tre piccoli ospiti (3 gattini da allattare con il biberon) sono così impegnata da non avere ancora avuto il tempo di preparare i premi. I vostri lavori sono stati letti e selezionati, pazientate una decina di giorni (il tempo che i micilli mi diano qualche ora di tregua) e avrete i vostri premi belli pronti. Un bacio a tutti e ancora scuse
3月2日 Diritti d'autore e Copyright![]() In questa sezione saranno trattati tutti i passaggi che seguono la parola fine sul vostro manoscritto. Sì, perché quando cominciate a scrivere credete che la parte più pesante sia la stesura del libro. SBAGLIATO! Quella è la parte più semplice, perché dipende solo ed unicamente da voi. Quando il romanzo è finito, il gioco si fa duro. LA PARTE TOSTA COMINCIA ORA!
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La prima cosa a cui un autore pensa quando ha terminato la propria opera (veramente ci comincia a pensare ben prima d'averla terminata) è come proteggerla da eventuali plagi o appropriazioni indebite. Precisiamo prima di tutto una cosa: in un panorama come il nostro, dove ci sono fin troppe persone che scrivono (a volte con risultati vergognosi) e troppe poche persone che leggono, il rischio che qualcuno ci rubi il nostro prezioso sogno nel cassetto è davvero minimo. Ma fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Quando il vostro manoscritto comincia a girare tra amici e parenti, è bene proteggerlo da eventuali colpi di testa di eventuali false amicizie e eventuali parenti serpenti. A questo scopo esiste un concetto chiamato DIRITTO D'AUTORE o COPYRIGHT. Attraverso un copyright avete la certezza che, in tutto il mondo, la vostra opera sia riconosciuta come vostra e vostra soltanto. Per proteggere le vostre opere (sia cartacee che via internet) il metodo più professionale è depositarle presso la sede SIAE a voi più vicina (su cd-rom o in copia stampata) oppure associarvi. 1. Depositare un'opera senza essere associati costa 110 euro+ 1,80 euro di marca da bollo. 2. Depositare un'opera da associati costa 55 euro. 3.
Associarsi costa 220 euro all'anno, + 118 euro se volete usare uno
pseudonimo, o 60 euro se volete usare un nome d'arte (che poi non ho capito la
differenza dove sia tra pseudonimo e nome d'arte boh). Comunque, in qualsiasi caso, la cosa è piuttosto costosa!
Per i minorenni, la domanda di associazione deve contenere anche i dati anagrafici, il codice fiscale e la firma di chi esercita la patria potestà. I minori possono optare per il mandato gratuito, che prevede il pagamento di soli € 29,24 per l’imposta di bollo. Questa forma di adesione termina al 31 dicembre dell’anno in cui avviene il compimento della maggiore età.
Potrete effettuare il versamento allo sportello
bancario presente all'interno della sede stessa, ricordatevi di specificare
sempre titolo dell'opera e i vostri dati anche sul versamento. Spero di essere stata esauriente. A proposito: Per chi si associa e vuole estendere la tutela anche ad altre sezioni (per esempio quadri, o canzoni da voi scritte) vi basta compilare e consegnare il modulo che potete scaricare QUI e sarete associati anche alla nuova voce senza alcun pagamento aggiuntivo.
![]() 2月13日 UTOPIA (Klaudya Mayer) POESIA
Klaudya Mayer CON "UTOPIA" poesia Oggi vi segnalo la poesia "UTOPIA", che composi diversi anni fa per un concorso letterario che aveva come tema il cavallo. Amo il cavallo per la sua eleganza, la sua bellezza, ma soprattutto per il grande cuore che mostra verso l'essere umano, nonostante difficilmente riceva in cambio l'amore e il rispetto che merita (un po' come purtroppo avviene per tutti gli animali). Utopia è la mia voce verso gli animali, in principal modo il cavallo. ![]() |
DI SCRITTURA CREATIVA
I link dei vostri racconti on line
AL LIBRO
tutti i consigli
per riuscire
a pubblicare
il vostro sogno
d'inchiostro
La notte e il mare
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Sogni d’inchiostro Laboratorio di Scrittura
Creativa
![]() ![]() ![]() E sanno di te i monti che solleticano il cielo con le loro vette altere E sanno di te i prati che smaltiscono polline nel vento E sanno di te gli uccelli in stormi che cantano le mie parole E sanno di te le stelle che occhieggiano dal cielo Soltanto tu… sognatore d’inchiostro… non sai di te stesso…
E adesso... visita il mio giardino segreto...
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